Si è molto dibattuto nel tempo sulla possibilità di educare tramite la fiaba e la favola . Solo negli ultimi anni si è rivalutata la sua funzione educativa. La stessa Montessori accusava la letteratura fantastica di trattenere il bambino in uno stato selvaggio di immaturità e di fuga dalla realtà.
Calvino si è pronunciato nelle Fiabe italiane dicendo "Le fiabe sono vere poichè costituiscono una spiegazione generale della vita, ...un catalogo dei destini che possono darsi ad un uomo e a una donna, soprattutto per la parte della vita che è appunto il farsi del destino".
Ora, in una società in cui il richiamo ai contenuti religiosi nelle aule scolastiche viene spesso temuto da parte del corpo docente, mi chiedo: "In quale modo poter trasmettere la moralità e il vivere civile agli allievi, molto spesso stranieri, se non tramite le fiabe e le favole (anche non italiane)?"
Dunque, il ricorso al mondo fantastico ritengo che possa essere un utile strumento di lavoro per i docenti per far emergere negli allievi la creatività, la curiosità verso nuovi Paesi, la sensibilità, il vivere civile e il desiderio della pace nel mondo.
Nella scuola L. Cadorna è stato realizzato un progetto interculturale che vede come protagonisti in primo luogo i bambini delle classi II e in secondo luogo le madri che seguono il laboratorio di italiano.